L'arte di saper ricordare
Ho parlato molto spesso, negli articoli precedenti, del proprio bagaglio culturale, ma come potremmo definire, concretamente, questo termine?
Il bagaglio culturale altro non è che la propria storia, il proprio passato, un insieme di fattori imprescindibili che hanno permesso all’individuo di assumere delle caratteristiche personali e proprie che lo rendono unico. Facendo prettamente riferimento ad un contesto personale il bagaglio culturale rappresenta la pesante valigia che ogni essere trasporta quotidianamente sulle spalle, al cui interno sono raccolti i momenti bui e felici della nostra vita. Basti pensare che ogni vocabolo ha un proprio riferimento visivo che varia a seconda dell’individuo, assumendo valenze differenti a seconda del nostro interlocutore. Ognuno di noi custodisce almeno un’immagine chiave del proprio io, un punto fermo e statico che ci collega, a livello mentale, ad un momento felice e spensierato. Questo meccanismo mentale è, per alcuni artisti, un punto chiave della loro professione, essendo l’esperienza creativa un tramite che collega l’immaginazione del presente con il buio dell’oscurità. Gli artisti risultano così essere dei moderni navigatori in acque agitate, contemporanei preveggenti che ci narrano il presente ma anche l’immediato futuro, un compito assai arduo che richiede alcuni punti fermi, spesso rintracciabili in immagini confortanti legate alla propria giovinezza.
Un esempio è rappresentato dal pittore francese Pierre Bonnard, un artista post-impressionista che fece parte del gruppo Nabis, un termine che deriva dalla parola ebraica nabrim ed ha il significato di profeta. Ebbene questo termine ben incarnava la filosofia artistica di Bonnard, un pittore atemporale solito a raffigurare, nei suoi dipinti, scenari puramente mentali e pertanto non collegati con la realtà quotidiana. L’arte di memorizzare mentalmente una propria visione del mondo ha rappresentato per Bonnard il suo principale bagaglio culturale. L’artista seppe cogliere e dipingere le proprie immagini felici, spazi sconosciuti che rappresentavano mentalmente le sue isole felici, in quanto erano dei simboli visuali della sua pace interiore. L’artista Bonnard ben rappresenta, visivamente, l’importanza che le proprie vicissitudini personali ed il proprio immaginario mentale costituiscono al fine di produrre un’arte innovativa ed unica. La lezione dell’artista francese non è semplicemente utile per fini artistici bensì è un valido spunto di analisi personale al fine di comprendere e focalizzare mentalmente la nostra immagine comfort, visione intrisa di rimandi positivi o negativi utile a farci comprendere il nostro attuale io.


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