La Storia dell’Arte
La Storia dell'Arte
Ieri è già stato anticipato un concetto, forse banale ma non così scontato, dove si afferma che la storia dell'arte è l'insieme di differenti tasselli uniti, in un secondo momento, da menti eccelse che hanno recuperato la globalità storica-sociale in cui gli artisti hanno operato.
Da questa affermazione si può già notare come tale disciplina sia frutto di un lungo cammino e viaggio, reso coeso solo a posteriori, ne sono esempio le due correnti di stile che caratterizzavano il Rinascimento dove i pittori veneziani prendevano ispirazione dal Nord Europa, prediligendo i colori al disegno, peculiarità che caratterizza la produzione fiorentina.
Fu Vasari, primo vero storico dell'arte italiano, che secondo una propria interpretazione, offrì agli appassionati di cultura una visione globale e completa sulle differenti tecniche in uso, sui temi trattati e sui principali mecenati.
Ho potuto e voluto sottolineare, grazie a questa personalità, l'essenzialità della personale interpretazione che qualsiasi storico o critico d'arte attua nel suo processo lavorativo, optando per l'acclamazione o denigrazione di un artista piuttosto che di un altro.
Proseguendo entro questo tortuoso processo storico e culturale si iniziano ad individuare le prime caratteristiche di tale professione e delle sue difficoltà di lettura. Traendo sempre spunto dalla lezione di Vasari si può osservare come egli reputasse il Tintoretto un artista di grado inferiore rispetto ai suoi predecessori riferendosi a Veronese e Tiziano. Vasari, nel suo testo Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettura, descrive Tintoretto come: "stravagante, capriccioso, presto e risoluto et il più terribile cervello che abbia avuto mai la pittura, [...]". Una descrizione che a stento corrisponde alla nostra visione e percezione attuale di fronte alle imponenti e vibranti opere di questo artista.
L'arte è frutto di un lungo processo macchinoso che si crea e si distrugge automaticamente, dove le opinioni di epoche presenti sconvolgono quelle passate e così all'infinito perché la cultura si genera in contesti ed in situazioni specifiche spesso ricostruibili solo a posteriori.

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