L'opera d'arte nell'epoca della sua serialità tecnica
L'opera d'arte nell'epoca della sua serialità tecnica
Nel 1935 Walter Benjamin, critico letterario tedesco, pubblicò un saggio illuminante, che ad oggi appartiene di diritto ai classici, il testo si intitola L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. Il titolo ci offre una breve panoramica sui temi trattati da Benjamin, nel saggio lo scrittore sottolineava l’importanza che mezzi artistici quali la fotografia o il cinema avrebbero avuto nella creazione creativa. Creazione che, secondo lo scrittore, avrebbe perso il suo valore di unicità perché facilmente riproducibile grazie alla pellicola cinematografica e fotografica. Secondo Benjamin, queste due nuove discipline avrebbero condizionato il significato stesso di opera d’arte, che grazie a queste nuove tecniche espressive avrebbe assunto delle caratteristiche seriali. Lo scrittore evidenziava la mancanza di aurea, definendo con tale termine la capacità di un artista nel descrivere il “qui ed ora”, aspetto, secondo Benjamin, del tutto assente nelle opere cinematografiche e fotografiche perché frutto di una composizione in movimento e spesso costruita e fittizia. Gli artisti che avrebbero sfruttato i nuovi mezzi, secondo Benjamin, avrebbero perduto il contatto con la realtà prediligendo, invece, la narrazione di fatti costruiti e surreali che esulavano dal quotidiano. In precedenza si sottolineava la possibilità, grazie a questi mezzi, di poter riprodurre dei contenuti all’infinito, facendo venir meno l’unicità che contraddistingue l’opera d’arte. Affermazioni, quelle di Benjamin, assai lungimiranti che hanno contraddistinto la produzione artistica per quasi trent’anni, fino alla rivoluzione artistica degli anni Sessanta quando la Pop Art e il dirompente personaggio Andy Warhol fecero la loro comparsa. Negli anni Sessanta Andy Warhol ha iniziato ad utilizzare la fotografia e l’incisione, per contraddistinguere le sue opere d’arte seriali ciascuna però contraddistinta da un continuo contatto con la realtà, facendo emergere il “qui ed ora” citato da Benjamin. Si potrebbe affermare che le opere di Andy Warhol siano prive di quell’aurea che contraddistingue un capolavoro d’arte? Ebbene la tecnica dell’artista sovvertì ogni pronostico di Walter Benjamin, la fotografia e l’incisione hanno subito, grazie a Warhol, una totale riqualificazione caratterizzandosi come le principali forme espressive in grado di raffigurare l’allora società dei consumi. Seguendo gli stessi ritmi del consumismo, l’artista ha prodotto compulsivamente un numero smisurato di serigrafie, tutte differenti l’una dall’altra e pertanto ognuna unica nel suo genere.
In questa breve descrizione si è accennato all’evoluzione storica artistica della fotografia, ma il cinema? Secondo Walter Benjamin il film rappresentava un’opera d’arte incompleta ed incomprensibile perché il suo continuo mutamento visivo impediva allo spettatore di analizzare l’opera che si stava ammirando perché in costante divenire e mai statica. Eppure anche in tal caso Andy Warhol ha saputo stravolgere completamente ogni previsione di Benjamin grazie ad una ridefinizione dello stesso significato di cinematografia. L’artista, amante della riproducibilità e della serialità, ha utilizzato in ambito cinematografico la staticità frontale di un unico soggetto o panorama evitando, così, ogni possibile distrazione all’osservatore finale. Esaminando le interminabili pellicole di Andy Warhol ci si accorge della centralità nell’impersonificazione di ciò che si sta ammirando cinematograficamente. Per esempio, guardando Empireci si accorge della essenzialità del pubblico nell’ammirare un film incentrato unicamente sull’Empire State Building, edificio simbolo di New York e dello stesso immaginario americano. Noi siamo gli spettatori di una pellicola intenta a rendere più vivo il nostro immaginario collettivo così da poter percepire i nostri sogni un po’ più realistici. Andy Warhol, abile personaggio che ha segnato il corso della storia dell’arte, ci ha permesso di credere che il mondo consumistico proiettatoci dalla televisione e dalla pubblicità avrebbe potuto essere realizzabile, almeno in parte.

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