La Biennale di Kochi-Muziris
Se vi chiedessi quali sono le più importanti manifestazioni culturali che vi vengono in mente cosa rispondereste? Sicuramente nomireste in primis la Biennale di Venezia, in quanto esposizione simbolo di orgoglio nazionale, a questa prima risposta seguirebbero altri appuntamenti internazionali come Documenta o Art Basel, differenti manifestazioni accomunate da un comune denominatore: si svolgono su suolo occidentale. All’interno di queste varie manifestazioni si pone un particolare focus sugli artisti orientali, eppure la nostra visione occidentalistica ci impedisce di osservare e considerare questa arte con il giusto riguardo.
Avete mai sentito parlare della Biennale di Kochi-Muziris? Si tratta di una mostra internazionale che avviene nella città di Kochi e ha una durata di quattro mesi, ponendosi come obiettivo finale quello di diffondere l’arte contemporanea prodotta da artisti provenienti da ogni parte del globo, nonostante si ponga un particolare accento sull’arte indiana. La manifestazione nasce nel 2012 per volontà di due artisti indiani, dietro suggerimento del ministero delle arti del Kerala, un piccolo stato affacciato sul mare situato nell’India-meridionale. Nonostante l’iniziativa sia stata promossa direttamente dal governo statale, il contributo versato dal ministero delle arti è stato minimo, pertanto gli organizzatori hanno dovuto colmare direttamente queste lacune economiche tramite differenti iniziative, ricorrendo anche al crowfunding. L’evoluzione di questa Biennale però è stata rapida e di ampio respiro permettendole, nell’arco di sette anni, di affermarsi come la più grande fiera d’arte contemporanea asiatica. In questa manifestazione non vi è alcun limite di immaginazione e pertanto, lungo il percorso di visita si potranno ammirare sia pitture, sculture, perfomance, video artist e installazioni che ben interpretano il tema principale della biennale. Ogni anno, un curatore indiano di fama internazionale, opta per la tematica da trattare, con il semplice obiettivo di incentivare gli artisti a produrre opere d’arte a diretto contatto con la realtà quotidiana. L’edizione del 2018 ha segnato un’importante tappa per questa Biennale che è stata curata per la prima volta da una donna: Anita Dube, artista e curatrice d’arte, che ha scelto come tema principale di tale edizione le Possibilità di una vita non alienata. La Biennale di Kochi-Muziris rappresenta ad oggi un centro culturale nevralgico aperto a tutti, grazie alla gratuità di cui si può godere in alcune giornate, e soprattutto attraverso la totale indipendenza organizzativa che favorisce una libera espressione creativa.


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