MoMA 1972-MoMA 2019
Nel 1972 ebbe luogo al MoMA di New York la mostra intitolata Italy the new domestic landscape, un’esposizione voluta da Emilio Ambasz, allora curatore della sezione design del museo. Emilio Ambasz riconobbe l’importanza che i designer italiani degli anni Sessanta ricoprivano nel panorama mondiale, perché furono in grado di concepire e realizzare una nuova forma di arredo che comportava una ridefinizione dello stesso concetto di design e di abitazione. Ambienti personali che subirono, grazie a rivoluzionari oggetti, una radicale trasformazione che implicava una progressiva contaminazione degli spazi, sempre più uniti e non più suddivisi per funzioni ben specifiche, riscontrando l’apice di tale concezione di arredo e di pensiero nell’open space. Gli oggetti di design, esposti alla mostra del 1972, che hanno favorito questo progressivo cambiamento possono ben essere rappresentati da tre arredi iconici quali: il divano Superonda di Archizoom, la seduta anticonvenzionale Pratonedi Giorgio Ceretti, Pietro Derossi e Riccardo Rosso e la Moloch Lampdi Gaetano Pesce. Il divano Superondaera realizzato in poliuretano espanso e la sua caratteristica nodale era la sua estrema versatilità, essendo in grado di trasformarsi in divano, sofà o in un letto; caratteristiche innovative per l’arredo di quei tempi che sino ad allora era limitato a rispettare canoni e funzioni ben definite. Invece il Pratonedi Giorgio Ceretti, Pietro Derossi e Riccardo Rosso, evidenzia la centralità dell’estetismo visuale a discapito della praticità e della funzionalità, trattandosi di un’insolita seduta priva di schienali e di parti portanti, che consigliava il fruitore a sedersi in modo anticonvenzionale invitandolo ad un pieno abbandono del suo corpo. Infine la Moloch Lampdi Gaetano Pesce comportava una rivoluzione degli spazi dell’abitazione stessa, difatti il designer reinterpretò nelle dimensioni, una classica lampada da tavolo rendendola estremamente sproporzionata, affinché assumesse delle proporzioni scultoree e sontuose, così da rendere gli oggetti quotidiani delle vere e proprie opere d’arte.
Negli stessi anni della mostra Italy the new domestic landscapein Italia si diffondevano oggetti di uso comune caratterizzati da un packaging e da un design del tutto innovativo. Ne è esempio la cucitrice Zenithche ha fatto la sua comparsa negli anni Cinquanta, conquistandosi un posto di onore e di diritto negli oggetti must per l’ufficio grazie al suo elegante design ed alla sua ineguagliabile praticità e funzionalità. Altro oggetto iconico presente in quasi tutte le case italiane, di quegli anni, era il barattolo dell’amarena Fabbri, un vaso in ceramica che ben reinterpreta la millenaria tradizione di porcellana italiana riadattandola ai tempi moderni. Questi oggetti così comuni rappresentano ad oggi manufatti simbolo di un passato storico e culturale, tutto made in Italy, che ha saputo valorizzare e contraddistinguere anche beni di uso quotidiano sino a renderli dei pezzi iconici ed unici. Grazie all’esperta di design Anna Lagorio ed al fotografo Alex Carnevali alcuni degli oggetti di uso comune sopra elencati sono stati preservati dall’usura del tempo e sino al 29 settembre saranno esposti al MoMA di New York. Un’istituzione museale all’avanguardia che ha saputo cogliere, in anticipo sui tempi, l’importanza dell’immenso bagaglio culturale, sociale ed artistico italiano, promuovendolo e preservandolo affinché possa rappresentare a tutt’oggi un vero e proprio esempio di cultura progettuale tutta Made in Italy.



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