Censurata!

In questi giorni il nome dell’artista Natalia Goncharova sta ormai facendo il giro del web, per via della censura, da parte di Instagram, di un suo dipinto che ritrae un nudo femminile diffuso dall’account di Palazzo Strozzi al fine di promuovere la prossima mostra a lei dedicata. In ogni caso questo scandalo contribuirà certamente a dare ampio respiro e visibilità a questa imminente mostra. Eppure la mia attenzione si vuole spostare sul perché un dipinto del 1909-10 susciti ancora tanto clamore in questa epoca di sfrontatezza e spudoratezza visiva, un quesito che trova risposta nella storia personale ed artistica di Natalia Goncharova. 
Natalia è stata un’artista multidisciplinare in grado di ben adattare la sua visione creativa sia alla pittura, sia alla moda, sia all’illustrazione sia alla grafica, discipline a cui ha saputo applicare canoni stilistici prorompenti ed innovativi per la sua epoca. Natalia fu una fra le prime donne, in Russia, a frequentare una scuola d’arte, formandosi presso lo studio di Mashkov e Alexander Mikhailovsky, nonostante non le fu mai riconosciuto il diploma di completamento della sua formazione. Grazie a questi due artisti, e soprattutto grazie ai suoi successivi studi presso l’Istituto di Mosca, ella ebbe modo di apprendere il corpo femminile e maschile, conoscenze che applicò nell’elaborazione di alcuni nudi. Queste conoscenze erano, e lo sono ancora a tutt’oggi, le basi per la raffigurazione dell’essere umano nella sua complessità, ma ciò che genera stupore e meraviglia è lo stile con cui Natalia dipingeva l’essere umano. L’artista ben comprese e riadattò le avanguardie artistiche che si diffusero nell’Europa dei primi del 900, focalizzandosi, in particolar modo, sulla pittura futurista. Il Futurismo, oltre a rappresentare uno stile figurativo rappresentava un vero e proprio modo di vivere basato sulla provocazione e sulla totale sovversione delle regole allora vigenti. Uno stile di vita che fu ben reinterpretato da Natalia Goncharova attraverso alcuni atti inusuali come: girare per la strada con solo il topless oppure disegnarsi sul viso strani geroglifici. Non erano solo i suoi studi e la sua arte a provocare clamore ma era anche la sua dirompente personalità anticonvenzionale tesa ad unire, tramite differenti modalità, le tradizioni Orientali con quelle Occidentali. Nella Russia dei primi del Novecento, non era tanto ciò che lei raffigurava a suscitare ma era la sua apertura mentale verso usi e costumi ritenuti impropri, perché frutto di una mentalità modernista, tipicamente Occidentale. Tramite le sue opere, di vario genere, e grazie alle sue azioni, Natalia ha cercato di cancellare le mille diversità presenti e vigenti, nella sua epoca, in ambito artistico, filosofico, storico e culturale, associandoli sotto il comune denominatore di un’arte li
bera e svincolata.




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