Knitted Camouflage by Joseph Ford

Nell’arco della propria giornata, capitano, talvolta, delle strane situazioni per cui ci viene naturale domandarci se siamo invisibili, essendo ignorati del tutto o poco considerati. Lo stesso quesito se l’è posto anche l’artista Joseph Ford, focalizzandosi, però, non sull’individuo umano e sulla sua presenza fisica bensì sul ruolo che l’abbigliamento, il nostro costume quotidiano, ricopre nella vita di tutti i giorni.
Solitamente utilizziamo l’abbigliamento come elemento identificativo e di riconoscimento della nostra persona e del nostro lato più intimo e profondo, così da distinguerci rispetto alla massa di gente che ci circonda. L’operazione artistica di Ford, invece, è in netto contrasto con questa nostra esigenza perché i maglioni concepiti da questo artista hanno il chiaro obiettivo di mimetizzare il proprio io con l’ambiente a noi circostante. Noi siamo il frutto della società, del paesaggio urbano e di quello naturale che ci circonda, e dunque il nostro abbigliamento è giusto che si adegui a questa realtà costruita. Si creano così dei ponti invisibili che collegano, in perfetta armonia, l’individuo con il suo ambiente quotidiano, un’operazione visuale che l’artista ha saputo ben rappresentare grazie a maglioni di maglia. Nelle fotografie di Ford, l’individuo viene posto in secondo piano, non è più il protagonista della scena, bensì l’elemento di disturbo di un paesaggio che egli stesso si è preoccupato di scalfire e di dominare. Si ritorna ad una dimensione naturale ed artigianale, niente di artificioso o di industriale.
Con questa operazione artistica di carattere anche psicologico Ford, con le sue fotografie volte ad immortalarci nella vita di tutti giorni con insueti abiti, ci invita a riflettere su un altro aspetto: ogni operazione manuale rappresenta una vera e propria opera d’arte? La risposta, a mio avviso, è no perché senza una contestualizzazione logica del proprio lavoro, i maglioni sarebbero risultati dei normali oggetti di abbigliamento caratterizzati da un’impronta strettamente artigianale. Ecco perché l’artista ha voluto spingersi un po’ oltre, raffigurando su ogni maglione un pezzo di strada o di natura e catturare l’istante in cui l’individuo diventa assolutamente mimetizzato dagli ambienti che costituiscono la sua routine. Una quotidianità che è, in alcuni casi, confusionaria e caotica, quasi fosse un imponente vortice instancabile che tende a non fermarsi mai. Ma le nostre abitudini sono un qualcosa di vero o sono dei meri artefatti a cui ci siamo adeguati, così da conformarci a dei canoni ben definiti e standard che possono benissimo sparire da un momento all’altro? Questo è il quesito irrisolto che mi ha suscitato l’operazione artistica di Joseph Ford, una creativa soluzione tesa a porre domande piuttosto che offrircene. 



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