i Musei del Futuro
Musei del Futuro, spazi in continua evoluzione e mutamento che cercano di rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più eterogeneo e vasto, ma come siamo arrivati a questo punto? In questo articolo analizzeremo i musei del domani, per poi fare un viaggio a ritroso così da comprendere e recuperare il significato, le caratteristiche e le mansioni spettanti ai primissimi musei.
Nell’autunno del 2020 aprirà ufficialmente le sue porte il museo GES 2 di Mosca, chiamare questa istituzione museo è altamente riduttivo siccome all’interno degli spazi di questo centro culturale la popolazione potrà beneficiare di differenti servizi culturali. Dalla varia ed eterogenea proposta culturale che sarà presente nel GES 2 si evidenzia come sia fondamentale in epoca contemporanea, diffondere, valorizzare e promuovere differenti discipline creative e non limitarsi semplicemente all’ambito pittorico, scultoreo o fotografico. Quali sono allora gli ambiti culturali del futuro su cui è utile approfondire le proprie conoscenze?
Si parte dalla natura e dall’arte di saper liberare, temporaneamente, la propria mente dai problemi quotidiani per aprire invece nuove prospettive di crescita personale e sociale, migliorando la propria attitudine all’ascolto. La piazza, antica agorà greca simbolo di luogo di ritrovo della comunità, centro di potere e luogo sociale, ritorna ad essere, in epoca contemporanea, il simbolo dell’aggregazione e dell’attitudine verso il senso comunitario. Un luogo per e di tutti, dove potersi perdere nell’ascolto e nel reciproco confronto, così da crescere come individui e come collettività. Una volta recuperata l’importanza del valore di partecipazione ed aggregazione sociale si potrà beneficiare di numerosi servizi al fine di favorire una maggiore coesione e partecipazione, grazie alla presenza di caffè, ristoranti e di una biblioteca. Il rumore che i visitatori sentiranno, nello spazio d’ingresso del museo, sarà molto confusionario perché sarà frutto di un mescolarsi di voci, lingue e nazionalità che comunicano tra loro grazie all’arte. Arte che assume, in questi spazi, valenze multidisciplinari perché si connota di differenti elementi ed aspetti, dall’arte della performance, ripercorribile all’interno di una sala dedicata, alla vera e propria analisi del significato di fare arte, grazie alle numerose conferenze che verranno ospitate all’interno dell’auditorium.
Salendo, invece, al primo piano di questo edificio avremo l’opportunità di osservare l’offerta culturale esposta dalle varie gallerie coinvolte nella mostra in corso. Se lo spazio dedicato alle residenze d’artista è fisso e definito, in contrapposizione l’ambiente dedicato alle mostre è in perenne mutamento, così da potersi ben adattare alle esigenze dell’artista chiamato ad operare. Decisione importante ed innovativa per uno spazio culturale, che risulterà, agli occhi degli spettatori, in continua evoluzione e mutamento, così da cogliere le sfide curatoriali ed espositive che i curatori e gli artisti del domani ci presenteranno.
Aspettative visive, sociali, comunitarie e culturali che hanno la loro origine nella struttura architettonica dell’istituzione museale che è stata progettata dall’archistar Renzo Piano. L’architetto italiano, già celebre in tutto il mondo per aver rivoluzionato il concetto di spazio culturale grazie al Centro Pompidou, da lui progettato insieme a Richard Rogers nei suoi esordi lavorativi, è stato chiamato a riadattare, alle esigenze contemporanee, quella stessa visione di museo che lui ha contribuito a sviluppare e diffondere nel mondo grazie alla struttura del Pompidou. La priorità progettuale di Piano per l’edificio GAS 2 è stata l’attenzione per le attuali tematiche ambientali, questione che l’architetto ha saputo affrontare concependo differenti pannelli solari che verranno posti sul tetto della struttura così da rendere autosufficiente, dal punto di vista energetico, l’edificio. La natura è uno dei temi cardini affrontati dall’architetto in questa sua impresa, tanto che ha deciso di coniugare sotto lo stesso tetto l’artificiosità umana, ovvero l’architettura, con la struttura ambientale ricreando una foresta di betulle, la creazione di questo spazio verde permetterà al visitatore di immergersi, nel pieno cuore cittadino di Mosca, nel mondo naturale.
Questa struttura polifunzionale, attenta alle tematiche contemporanee ed all’accezione multidisciplinare del concepire l’arte nelle sue svariate forme espressive, rappresenterà il nuovo modello strutturale degli edifici futuri dedicati all’arte?




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