i Musei del Futuro - parte II
Ripercorriamo la storia dei musei che hanno modificato il significato e le funzioni spettanti alle istituzione culturali.
Il secondo museo analizzato è il Centre Pompidou di Parigi, istituzione anch’essa progettata e realizzata da un giovane Renzo Piano e da Richard Rogers. Il museo fu realizzato su commissione del Presidente Georges Pompidou, che decise di edificare, in pieno centro a Parigi, un centro culturale multidisciplinare che potesse rivoluzionare i canoni estetici e funzionali spettanti a tali istituzioni. I punti di innovazione di questo ambizioso progetto risiedono nel coniugare, sotto uno stesso edificio, differenti offerte culturali, iniziando, pertanto, ad ampliare lo stesso significato di arte perché associata a nuove sfere come quella letteraria, musicale, cinematografica ed alle nuove pratiche espressive in voga negli anni Settanta. Entrando negli spazi del Pompidou si possono apprezzare la produzione di artisti contemporanei attivi in differenti ambiti: video art, performance ed installazioni, opere d’arte che ben colgono l’evoluzione artistica, sociale ed economica degli ultimi cinquant’anni. All’arte contemporanea il Presidente Pompidou decise di coniugare, all’interno degli stessi spazi, un’importante collezione di arte moderna, intendendo con tale eccezione le opere realizzate dagli inizi del Novecento sino ad arrivare agli anni Cinquanta e Sessanta, epoca da cui si può iniziare a parlare di arte contemporanea. All’interno degli spazi del Pompidou è possibile ripercorrere la storia più recente della produzione artistica mondiale, grazie ad opere simbolo di artisti che hanno segnato i punti di luce e di ombra di epoche ben precise.
Altra componente fondamentale è la centralità della struttura esterna dell’edificio, architettura connotata da valenze artistiche che ben rompere gli schemi con una tradizione strutturale basata su linee sobrie e ben definite. Gli spazi progettati da Renzo Piano e Richard Rogers sono vere e proprie opere d’arte dove funzionalità ed estetica si coniugano fra loro, questa visione ampia del concetto di pratica artistica ha reso omogenea l’architettura esterna con l’offerta culturale presente all’interno. Questa rivoluzionaria struttura, ad oggi molto apprezzata dai parigini e dai turisti, fu nettamente criticata negli anni della sua realizzazione fintanto che fu definito uno stabile che ricordava una raffineria petrolifera, visto le sue particolari componenti strutturali. Un pensiero assai retrogrado che è stato superato con il trascorrere degli anni grazie alla progressiva comprensione, da parte del pubblico, della portata innovatrice e rivoluzionaria di tale architettura.
L’esperienza del Pompidou risulta ad oggi fondamentale, in particolar modo per tre punti rivoluzionari: l’apertura verso una definizione multidisciplinare del fare creativo, il ruolo nodale delle istituzioni francesi in quanto committenti di spazi all’avanguardia ed infine la centralità, per la prima volta nella storia, dell’architettura esterna. Il Centre Pompidou, analizzato a posteriori, evidenzia la difficile comprensione nell’immediato della portata storica di alcune opere d’arte o eventi artistici.


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