May you live in interesting times
Forse viviamo in un’epoca interessante ma non ne siamo pienamente consapevoli, ma cosa rende realmente intrigante, dal punto di vista artistico, la nostra quotidianità?
In primis la tecnologia, strumento ormai indispensabile per la vita di tutti i giorni perché perfettamente integrata con le nostre abitudini quotidiane. Laddove l’uomo non riesce ad arrivare con le proprie forze allora ci viene in supporto ed in sostegno la tecnologia che, grazie a nuovi dispositivi facilmente gestibili anche in remoto, rendono la nostra quotidianità più tranquilla ed agevole, ma ne siamo pienamente sicuri? Percorrendo gli spazi dell’arsenale, che ospitano la 58 Biennale di Venezia, veniamo catapultati nell’era del futuro, una nuova epoca dove regna sovrana la tecnologia con i suoi eterogenei mezzi che rispondono a funzioni eterogenee e variegate. Di conseguenza la video art è la reale protagonista di questa esposizione, ne sono esempio i molteplici video in cui si narrano elementi estratti dalla nostra quotidianità, trasmessi al pubblico sotto una luce differente, facendo emergere i lati imperfetti e squallidi della nostra esistenza di cui noi non ci curiamo. Ad una squallida realtà ci vengono in soccorso video di carattere futuristico che mirano ad illustrare il possibile scenario quotidiano di un futuro non così lontano. Grazie a questi mezzi i visitatori hanno la possibilità di diventare veri e propri spettatori di una storia già scritta e vissuta, limpida e pulita dai vari stereotipi e preconcetti che noi stessi ci costruiamo al fine di non porci troppi interrogativi.
Queste narrazioni visive richiedono un tempo di osservazione che supera la soglia standard di attenzione, eppure questa volta, noi visitatori siamo pronti ed invogliati a recepire il messaggio che l’artista vuole inviarci. La nostra prospettiva visuale recepirà immediatamente il messaggio visivo perché di facile collegamento con alcuni dettagli legati alla nostra quotidianità e grazie a questa operazione avremo modo di cogliere gli aspetti più negativi, quelli che spesso tendiamo ad ignorare e subito sorgerà in noi una domanda: qual è il senso di questa nostra routine? Le opere presentate sia negli spazi dell’arsenale sia in alcuni padiglioni nazionali come Francia e Svizzera, ci stimolano a compiere un passo in più, affinché il video osservato in mostra diventi un valido spunto di autoanalisi quotidiana. Un’operazione di difficile fattibilità perché, una volta usciti da questo futuristico mondo culturale reso grazie alla Biennale del 2019, ci ritroviamo immersi nel vortice della nostra personale routine che risulterà nuovamente imperfetta bensì “normale”.
Allora quale tassello, dal punto di vista artistico, risulta realmente interessante al fine di ben raccontare e cogliere la nostra epoca? Be’ un elemento che mi ha fortemente colpita ed emozionata sono le fotografie dell’artista africana Zanele Muholi, opere che testimoniano un progressivo riconoscimento di nazioni ancora troppo poco considerate come l’Africa. Una nazione emblema, in questa Biennale, di una cultura visuale d’avanguardia che mira a reinterpretare la propria storia sociale e culturale passata in chiave contemporanea, grazie ad artisti disposti ad affrontare tematiche strettamente legate all’attualità. L’artista Zanele Muholi, per esempio, è un’attivista sudafricana impegnata a documentare, con le sue fotografie, le storie di giovani donne africane. Il suo lavoro, di forte impatto visivo, mira a riscrivere la storia visiva del Sudafrica, riletta e reinterpretata grazie allo sguardo della comunità nera, lesbica e trans, persone emarginate che, attraverso queste potenti fotografie acquistano voce e riconoscimento. Grazie a questa operazione artistica ho avuto modo di approfondire e conoscere una narrazione artistica troppo spesso dimenticata o volutamente divulgata globalmente in modo inesatto ed inappropriato.
Il lavoro di Zanele sottolinea come la nostra epoca sia realmente interessante, in quanto chiunque, grazie ad un semplice smartphone, abbia la possibilità di collegarsi ed approfondire lo stato di qualsiasi Nazione mondiale. Grazie agli attuali strumenti tecnologici di cui disponiamo, ogni individuo ha la possibilità di analizzare e portare alla luce del sole un tassello di un ampio puzzle composto dalle vicissitudini artistiche, sociale e culturale mondiali. Un puzzle che, una volta reso realmente completo e corretto ben rappresenterà un quadro eterogeneo, perché composto da differenti realtà che ben comunicano l’una con l’altra, caratterizzate, però, da una storia personale unica ed inconfondibile.


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