Nuove frontiere espositive

Nel 2018 aprì ufficialmente le porte al pubblico il nuovo museo virtuale parigino intitolato Universal Museum of Art, una piattaforma web dove è possibile esplorare differenti esposizioni, costantemente aggiornate, perché in linea con tematiche contemporanee. Le questioni trattate traggono spunto direttamente dalla realtà quotidiana, ne è esempio l’ultima esposizione intitolata “Humour, arma di distruzione di massa”. Una mostra davvero interessante, a mio personale giudizio, che esplora il ruolo delle caricature dalla rivoluzione francese sino ai nostri giorni, un argomento che sottolinea l’impatto sociale dei disegni satirici. La storia delle vignette satiriche ha radici ben solidi in Francia, essendo un’attività artistica ad oggi ancora molto apprezzata ed utilizzata, ne è un esempio la terribile strage consumatasi nel 2015 presso la redazione del giornale Charlie Hedbo. Una delle tante vignette realizzate da questa testata è esposta nella mostra in questione e mira a sottolineare l’attitudine francese per una reinterpretazione artistica di alcuni luoghi comuni popolari. La mostra è suddivisa entro tre macro categorie: Potere, Società e Religione. Queste divisioni permettono allo spettatore di esplorare ed approfondire vignette satiriche che ripercorrono epoche e storie differenti fra loro, accomunate, bensì, dalla necessità di rendere fruibile e pubblico il pensiero di una minoranza di persone: il volgo. Ripercorrendo questa esposizione lo spettatore avrà l’opportunità di approfondire la centralità dello humour nella società francese, in quanto arma artistica e culturale in grado di dar voce e diffondere il pensiero dei cittadini comuni. Cittadini che spesso rappresentavano o rappresentano, ancora ad oggi, delle figure senza nome a cui non è permesso accedere alle discussioni statali riguardanti tematiche politiche o economiche, nonostante queste discipline abbiano come principale destinatario finale, a livello sociale ed economico, il popolo nella sua eterogeneità. 
Gli amanti delle classiche mostre storceranno sicuramente il naso di fronte a queste nuove frontiere espositive che privilegiano i contenuti rispetto al contatto diretto con l’opera esposta. In questi tour virtuali lo spettatore ha la possibilità di approfondire in modo completo un preciso argomento artistico e culturale grazie ad eterogenee opere artistiche che difficilmente troverebbero spazio in una mostra standard, visto le problematiche nel reperimento fondi economici o nell’impossibilità di spostare, per un breve lasso temporale, determinati capolavori. Qualsiasi museo, ente o curatore, al fine di realizzare una mostra, deve analizzare alcuni elementi fondamentali quali: gli spazi strutturali e di conseguenza il numero di opere che potrebbero essere esposte, la disponibilità dei collezionisti ad esporre le proprie opere ed infine eseguire un accurato calcolo economico che tenga conto di un budget preciso ed accurato. Questi quesiti trovano una loro primordiale risoluzione nelle mostre virtuali essendo spazi costruiti e fittizi e pertanto disponibili ad ospitare un numero illimitato di opere. Inoltre, grazie alle mostre virtuali lo spettatore ha l’opportunità di approfondire opere particolari conservate in svariati musei sparsi per il mondo. I curatori di U.M.A. auspicano che il loro progetto e le loro mostre possano essere un incentivo affinché il proprio pubblico sia motivato ed interessato ad approfondire, dal vero, le opere esposte virtualmente. Si sottolinei, infine, la reale portata di questa iniziativa che rende realmente l’arte e la cultura a portata di tutti perché gratuita e fruibile a portata di click. Una visione illuministica ed altamente all’avanguardia che mira a combattere e sdoganare alcuni paletti imposti dal sistema dell’arte contemporaneo. 




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