Riscopriamo i nostri interni: Superleggera di Gio Ponti

In questo scenario surreale quasi apocalittico, gli spazi pubblici si svuotano di persone ed il fluire continuo della vita si sposta, invece, in spazi privati ed intimi quali le nostre abitazioni. Uno spazio che vivevamo frammentariamente che, all’improvviso, ci siamo trovati a riscoprire. 
Un luogo intimo di raccolta che può essere un vero e proprio museo a porte chiuse, riservato a pochi. Sculture, pitture o semplici stampe rappresentano i più classici e comuni oggetti artistici con cui siamo soliti addobbare le pareti delle nostre abitazioni. Guardando però attentamente il nostro ambiente ci accorgeremo anche di altri suppellettili di uso comune e fondamentali nell’esplicare le funzioni quotidiane di cui necessitiamo. Quella sedia che ci abbraccia e ci avvolge, con la sua comodità, durante il pranzo, quella soffusa luce che emana il nostro lampadario o la nostra lampada da tavolino. Questi sono solo alcuni degli oggetti che noi abitualmente utilizziamo e di cui purtroppo ne sottovalutiamo le valenze estetiche e culturali. Grazie a questo periodo avrete la possibilità di analizzarli entro una luce artistica così da poter rivalutare questi ornamenti e connotandoli di valenze estetiche e funzionali: risultando vere e proprie opere di design. Riscopriamo la storia delle opere che quotidianamente ci circondano e ci rallegrano l’anima, riscopriamo alcuni oggetti che hanno segnato un modo, squisitamente italiano, di arredare i propri interni.
Iniziamo dalla seduta Superleggera di Gio Ponti, un oggetto assai semplice e minimale che ha saputo rivoluzionare per sempre i canoni estetici e funzionali del design italiano. Questa seduta trae ispirazione dalle forme della Chiavarina, una seduta che utilizzavano a Chiavari i pescatori al fine di riposarsi dopo una lunga nottata di lavoro. Gio Ponti decise, fine anni Cinquanta, di reinterpretare la chiavarina, adattandola ai tempi moderni. Ponti realizzò la struttura della Superleggera in frassino, non un materiale eccezionalmente pregiato, bensì caratterizzato da elasticità e da un’inesauribile leggerezza. Altro tratto distintivo di Ponti è riscontrabile nelle gambe della seduta che piegano leggermente verso l’esterno, effetto reso possibile grazie alla progettazione di una sezione triangolare. Questa seduta caratterizzata da impercettibili dettagli estetici che la rendono estremamente funzionale, pesa solamente 1.700 grammi, ecco le origini del nome estremamente intuitivo e facile della seduta di Ponti: Superleggera. 

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