Consapevolezza rinascimentale
Oggi ho letto un interessante articolo pubblicato sul blog del Getty Museum, che mira ad indagare sulla consapevolezza, da parte degli artisti rinascimentali di appartenere ad un’era storica, sociale e culturale ben precisa, qual è stato il Rinascimento in Italia. A rispondere a questa intricata ed interessante domanda è il senior curatore dei dipinti del museo, Davide Gasparotto, il quale afferma che in parte erano consapevoli ed in parte ne erano incoscienti. Il termine Rinascimento apparirà solo nel 1800 in alcuni volumi francesi, che descrivono il periodo Cinquecentesco italiano come un florido periodo storico in cui l’arte ed il sapere è rifiorito e “rinato” per l’appunto. Fra tutte le fonti storiche utilizzate dal curatore Gasparotto, per illustrare la sua tesi, spunta il primordiale manuale di storia dell’arte italiana: “Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori” scritto da Giorgio Vasari. Questo testo rappresenta il primo catalogo utile a suddividere, in tempo quasi reale, essendo stato pubblicato nel 1550, l’evoluzione artistica in periodi ben chiari e definiti. Secondo Vasari esistono tre periodi chiave che hanno portato ad un definitivo sviluppo, su territorio nazionale, della cultura Rinascimentale. Nel primo periodo Vasari analizza la sfida intrapresa da Giotto, maestro che cercò di superare la statica bidimensionalità pittorica a favore di una composizione più realistica e naturalistica. Nel secondo periodo si esaltano menti eccelse quali Brunelleschi o Donatello, personaggi che seppero rileggere la magnificenza architettonica e compositiva greco-romana entro nuovi canoni, sottolineando la centralità della figura umana nel loro percorso progettuale e realizzativo. Fu proprio la figura umana, in quanto corpo naturale in continuo movimento ed evoluzione a fungere da connettore con e le ricerche intraprese dagli artisti nel terzo periodo. Fase, secondo Vasari, in cui si può iniziare a parlare di arte moderna e naturalistica, che fu sapientemente interpretata da illustre figure quali Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Tiziano e Correggio.
Il curatore del Getty Museum afferma che fra gli artisti appartenenti all’ultimo periodo si vociferava la parola rinascita al fine di ben descrivere il proliferare di una nuova cultura artistica e sociale. Un punto di arrivo e di innovazione di cui gli artisti, dell’ultima fase, ne erano a piena conoscenza, a differenza di coloro che hanno operato nella prima e seconda fase descritta da Vasari. Nonostante la consapevolezza di appartenere ad una fase decisiva della storia, i protagonisti della terza era non erano consapevoli di rappresentare i massimi esponenti del Rinascimento, in quanto tale termine verrà definito solo in seguito.
Mi sono soffermata su questa analisi, intrapresa dal Getty Museum di Los Angeles, al fine di sottolineare l’incapacità di definire entro canoni precisi il nome storico o la corrente culturale a cui apparteniamo. Saranno i posteri a giudicarci e a definirci, con il termine, secondo loro, più adatto ed affine alle ricerche sviluppate in questi anni convulsi e sconvolgenti. Sebbene risulti impossibile definire la propria corrente culturale di appartenenza si noti che gli artisti sopra citati erano a piena conoscenza delle rivoluzioni in atto negli anni in cui erano operativi. Lo stesso vale per tutti i protagonisti ad oggi attivi all’interno del sistema culturale, sebbene sia impossibile incasellarli entro una definizione precisa e certa, essi hanno il dovere, morale e sociale, di comprendere la centralità di questa nuova era. Un nuovo periodo storico in cui la globalità ne era o è da protagonista, in cui le donne continuano a lottare per i loro diritti, qui dove tutto ormai è e deve essere a portata di click, e dove, purtroppo, tutto è fermo ed immobile a causa di una pandemia globale. Ebbene facciamo frutto di questa preziosa lezione e rileggiamo il nostro presente tramite mezzi e strumenti adeguati, lasceremo ai posteri il compito di definire questo nuovo coeso, mentre a voi artisti spetta l’arduo compito di modellare e concretizzare questa effimera, surreale quanto mai tangibile nuova realtà.


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