Parallelismi fra unicità e serialità.

Rileggere l’arte entro un’ottica meno elitaria bensì alla portata di tutti, perché in grado di essere indossata abitualmente da chiunque, facendo riscoprire, così, nell’arte della moda l’antico senso adulatorio e di mimesi tipico delle opere artistiche di epoca antica e moderna. Dal 20 Gennaio 2020 chiunque avrà la possibilità di acquistare capi di abbigliamento, dal prezzo accessibile, contraddistinti da immagini, in alta risoluzione, che riproducono opere d’arte che verranno vendute all’asta da Sotheby’s. Questa operazione, nata su volere delle rinomata casa d’asta, mira ad ampliare il bacino di utenti appassionati di arte, un’azione che comporta, inoltre, un progressivo incremento delle entrate economiche di Sotheby’s. Altro aspetto centrale di questa strategia di comunicazione e di vendita è il progressivo consolidamento e riconoscimento del brand streetwear Hishsnobiety, chiamato dalla casa d’asta a realizzare le grafiche di questi indumenti cult. 
Questa operazione non dovrebbe sbalordire nessun addetto ai lavori in ambito artistico in quanto è una pratica ormai consolidata ed affermata all’interno del mondo culturale, ne è esempio la collaborazione avviata fra Jeff Koons e Louis Vuitton oppure l’interesse della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di unire artisti contemporanei con capi o accessori moda assai esclusivi. 
Queste nuove forme di merchandising artistico mirano a sottolineare la poliedricità dell’artista contemporaneo, figura sempre più caratterizzata da competenze di carattere economiche e dirigenziali, che gli permettono di monetizzare il suo estro creativo in molteplici ambiti operativi. Questa visione rispecchia la progressiva centralità di una visione ampia del concetto di arte. Un termine che, ad oggi, viene associato a differenti discipline così da sottolineare come anche le nostre scelte quotidiane, ne è esempio la scelta dei nostri indumenti, siano caratterizzate da elementi creativi ed artistici. Una visione complessa ed eterogenea che trova nell’avanguardia futurista le sue radici storiche italiane, in quanto primaria avanguardia simbolo di una produzione vasta ed eterogenea di manufatti artistici. 
Grazie all’avvento del Futurismo la disciplina creativa si è profondamente modificata sottolineando una certa difficoltà e meccanicità nel ridefinire il concetto di arte. Da sempre la disciplina artistica si è caratterizzata di valenze uniche, ne sono esempio in questo senso le varie tele ed opere concepite dagli artisti futuristi che, in parallelo a tali opere si sono, altresì, impegnati nella realizzazione di indumenti o di oggetti di arredo riproducibili in serie. Un capo must di tale visione è la tuta concepita dall’artista futurista Thayaht, oggetto che mirava ad essere un vero e proprio prodotto di massa, così come lo sono, in epoca contemporanea, le magliette realizzate da Hishsnobiety per Sotheby’s, in quanto capi intrisi di valenze artistiche che mirano, però, a spopolare nella nuova generazione. In opposizione a questa visione di massa è giusto citare e ricordare, le innovative sculture e pitture concepite da Thayaht, opere caratterizzate da una valenza unica ed irripetibile. Allo stesso modo, in epoca contemporanea, è degno ricordare la valenza unica ed irripetibile delle opere di Jeff Koons, oggetti che, nonostante siano realizzati tramite processi industriali, si limitano ad un numero limitato di riproduzioni. 
L’arte ormai guarda a nuovi ambiti ed a nuove discipline e sfide così da catturare un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo, ma bisognerà soffermarsi su quanto questo processo di marketing e comunicazione influisca sul progressivo mutamento e ridefinizione del concetto originario di arte Continueremo a definire oggetto artistico manufatti caratterizzati da un numero minimo e ridotto di riproduzioni? Oppure viceversa la tecnica creativa inizierà ad intraprendere un percorso parallelo dove si fronteggiano serialità ed unicità? Queste due concezioni produttive diametralmente opposte continueranno a viaggiare di pari passo o prevarrà una singola ed unificata visione? Ai posteri ardua sentenza.

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