Perché non far entrare la natura in casa?
La fase 1 è ormai alle spalle anche se questa nuova dimensione in cui ci siamo catapultati non presenta molte differenze rispetto al periodo di quarantena, o per lo meno, adesso abbiamo la possibilità di visitare i nostri congiunti, di muoverci liberamente all’interno delle nostre città e di visitare i nostri cari. Questa nuova fase sociale, però, non ha messo in conto gli effetti che questo isolamento sta provocando in numerosi bambini che hanno un’età compresa tra i 5 e i 12 anni.
Oltre alle problematiche individuali, perché legate strettamente al bambino, vi sono altre difficoltà che stanno vivendo i genitori, in quanto impossibilitati, a causa di un ritorno al lavoro, a seguire, come meriterebbero, le esigenze e le necessità conoscitive dei propri piccoli.
Soffermandoci ora unicamente ad un’analisi legata al bambino si noterà che questo isolamento sta avendo delle conseguenze sulle loro attitudini sociali, comunicative ed anche alimentari. In primis i nostri piccoli, già bombardati in precedenza da un’eccessiva esposizione tecnologica, si ritrovano, ad oggi, a dover imparare e comunicare con i propri amici tramite schermi o monitor. Il loro linguaggio comunicativo non è più dato dalle attitudini corporali, dai propri gesti, dalla propria voce e dalle movenze bensì da scritte, messaggi, emoji e qualsivoglia strumento legato al mondo tecnologico. Inoltre, il fatto di essere a casa e dunque comodi e vicini ai propri cibi preferiti, spesso non assai salutari per la loro salute, li conduce su un cammino alimentare sbagliato e scorretto. A queste nuove attitudini alimentari bisogna poi aggiungere la loro assoluta impossibilità di poter svolgere regolare attività fisica, esplicata, nella sua forma massima, nel gioco con i propri coetanei.
Dunque, cosa possiamo fare?
Bene come primo punto troverei opportuno recuperare metodi educativi e didattici che non prevedono l’utilizzo di smartphone, tablet o computer. Recuperiamo la bellezza della conoscenza della nostra storia sociale e culturale attraverso laboratori semplici ma efficaci. La nostra figura guida in questo cammino sarà Bruno Munari, artista, designer e scrittore italiano che rivoluzionò il rapporto tra arte e piccoli, sviluppando laboratori dove i suoi allievi avevano la possibilità di diventare artisti per un giorno.
Di seguito troverete le schede didattiche utili ad intraprendere un laboratorio creativo, simile a quelli teorizzati da Munari, con i vostri piccoli. Provate a sperimentare questa attività e lasciatemi la vostra opinione.




Commenti
Posta un commento