UMANOROMANTISMO
Marmo bianco di Carrara, puro semplice e connotato da mille venature che lo percorrono e lo vibrano di un’anima temprata per le dure vicende quotidiane, e pertanto inossidabile e resistente a qualsiasi graffio del logorio. Un materiale eterno, costoso e raffinato di cui i nostri sensi ne sono assuefatti, abituati, sin dalla loro nascita nella convivenza con cotanta maestosità e semplicità. All’opposto siamo abituati anche alla ruvidità ed irregolarità di un altro pregiato materiale che, quotidianamente costeggia i nostri abitati cittadini, il travertino. Pietra ruvida, porosa e costeggiata da interminabili irregolarità.
Eppure voi sapreste notare la differenza di queste due pietre quando osservate una facciata di un edificio storico? Il nostro occhio è nato con un occhio incline alla bellezza, con un culto sopraffino di tutto ciò che è unico, durevole, irregolare e, allo stesso tempo, costeggiato da mille venature.
Tutto si bilancia su un instabile equilibrio di giochi di luce e di ombra, la stessa vita diviene una metafora di ciò che abbiamo assimilato da culture e pensieri, scritti e tramandati sin dalla notte dei tempi.
Ecco il gioco di chiaro e scuro, di ombra e di luce.
Lo sguardo volge ora all’insù e subito dopo dritto in fronte a noi, essendo noi sempre di corsa o perennemente in ascolto del nostro spirito recondito.
In questa stagione dell’anima in cui tutto rallenta e sembra, davvero, risultare a misura d’uomo, ci si scontra con l’ignoto che ci circonda quotidianamente, di cui i nostri occhi sono sazi o troppo disillusi per potersi poggiare nel logorio infrasettimanale. I suoni si espandono a dismisura, il silenzio assume un suo peso reale nella vita quotidiana, imponendoci a forti riflessioni su tematiche che, volutamente, ignoriamo.
La quiete dopo la tempesta forse perchè dimani è dì di festa, solo così si rallegra ogni core, in un dolce naufragar di questo mare. Questi sono solo alcuni versi tratti dalle più celebri opere di Leopardi, eppure si potrebbe riassumere questo spazio sospeso entro queste due riga?
Forse è proprio leggendo Leopardi che si scopre il vero essere dell’italiano, errante cittadino di spazi interni ed esterni ai confini nazionali, legato ad alti sentimenti di amore sparsi e profusi a decantare la dimensione del tempo, dello spazio e dei suoi esseri. Vogliate aggiungere a questa profonda narrazione un sottofondo bianco, dato da alti luci e caldi afosi, a cui si contrappone il nero di improvvise intemperie, che possono durare un secondo, un minuto, un giorno oppure niente.


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